Bas, 22 anni, richiedente asilo gambiano, frequenta casa nostra da circa un anno. Questo gli ha permesso di uscire dall’isolamento in cui viveva, conoscere la città e le persone che la abitano, acquisire fiducia in se stesso, trovare un piccolo lavoro. Ha vissuto con noi nella fase più difficile di questo anno, quando non aveva un posto dove andare, ma ora può permettersi un posto letto in una stanza in affitto e ci viene a trovare tre quattro volte alla settimana. Ci chiama “mamma” e “papà”, gioca con i nostri figli e insieme stiamo bene.

Per raccontare questa storia si potrebbe partire dall’immagine di una famiglia di professionisti di mezza età, con due figli, che fa del bene a chi ne ha bisogno. Ma noi preferiamo ribaltare il racconto e partire dal nostro di bisogno, dalla nostra “miseria”.

nella nostra amicizia abbiamo trovato il valore di tutte le vere amicizie, quello dello scambio e dell’aiuto reciproco

Cosa significa vivere in questa fase storica e affrontare l’imbarbarimento dei valori? Cosa significa crescere dei figli abituati ad avere tutto e a dare tutto per scontato? Sentirsi impotenti di fronte alla xenofobia che avanza, di fronte alle immagini di sofferenza di migliaia di migranti sulle barche in mezzo al mare, nei centri di detenzione in Libia, nei campi delle nostre campagne. Non riconoscersi nell’ odio razziale che dilaga nei media mainstream e nelle parole che si ascoltano sugli autobus e nei supermercati. Cosa significa tutto questo?

Bas ci ha aiutato a trovare un senso. Rispondiamo ai nostri bisogni reciproci: nella nostra amicizia abbiamo trovato il valore di tutte le vere amicizie, quello dello scambio e dell’aiuto reciproco.

Per questo la nostra esperienza è piaciuta ad altre persone, che si sono riconosciute nel bisogno di attivarsi per sconfiggere il proprio senso di impotenza. Ed è nato il progetto ALI – Accoglienza Libera Integrata. Una esperienza dal basso che si occupa di creare occasioni di incontro e scambio fra cittadini romani e richiedenti asilo. Seguiamo per ora una decina di ragazzi che si stanno relazionando con altrettante famiglie, alcuni con forme di ospitalità fissa in casa, altri semplicemente incontrandosi per pranzi, cene, passeggiate, supporto nelle questioni legali e sanitarie.  Il fine è quello di creare relazioni umane, uscendo dalla logica dell’assistenzialismo e dell’isolamento e facendo incontrare liberamente persone con altre persone, al di là delle categorie e degli stereotipi.

Maddalena e Lodovico