Ho messo un paio d’ALI da circa due mesi. Ho trovato questa comunità di No Borders romani e campani che qui in capitale sta portando avanti un’accoglienza che aiuti a sentirsi accolto e libero in questo reticolato metropolitano dove accettarsi e volersi per quello che semplicemente si è sembra ormai diventato un traguardo irraggiungibile.

Tra i sorrisi di Yasir, Bass, Bakary, Mamady e l’affetto di Lodovico, Maddalena, Sara, Gabriella – per dirne solo alcuni – mi imbatto nella storia di Rash ed i suoi sgabelli belli belli.

Rash è un ragazzo di 30 anni che viene dalla Nigeria e sta provando a togliersi di dosso quel vestito che gli hanno cucito addosso, per cucire invece qualcos’altro … il tessuto dei suoi sgabelli belli belli. Grazie alla falegnameria sociale K-alma è stato incoraggiato nella creazione di questa BELLA idea di sgabelli di legno rivestiti con tessuto wax africano.

E fin qui tutto bello anzi BELLO BELLO … direte voi … Invece, con l’arrivo della primavera il 22 marzo scorso, Rash è stato sgomberato da Via Vannina, uno dei tanti stabili invisibili occupati dove avevano trovato riparo numerosi migranti, più di un centinaio di uomini e donne esclusi dal circuito dell’accoglienza. Le condizioni di vita nello stabile erano molto precarie, non c’era luce né acqua e per fortuna Rash, con il progetto ALI aveva già trovato un supporto abitativo presso quello che oggi lui chiama “Zio Andrea” , non era presente quando la mattina presto la polizia ha fatto irruzione in Via Vannina portandosi via tutti gli abitanti. Rash era a scuola ma nello sgombero sono state gettate via senza appello tutte le sue cose, compresa la macchina da cucire a pedali che gli consentiva di lavorare. Che fare ora senza macchina da cucire?

L’ho più volte sperimentato … Quando si inizia ad aprirsi e a mettere le ALI non ci ferma più, così UN SACCO BELLO, piccola realtà di raccolta fondi creata per aiutare i migranti transitanti che dormono in tende alla stazione Tiburtina, grazie alla rete ALI ha potuto acquistare una macchina da cucire nuova fiammante per Rash.

La rete solidale di Roma ha solo bisogno di una piccola spinta, ma una volta partita la macchina va da sé, in pochi giorni sono stati raccolti più di 280 euro che hanno permesso di far arrivare a Rash una nuovissima macchina da cucire elettrica. Stavolta potrà usare la luce della corrente degli amici della falegnameria per mettere in piedi i suoi sgabelli belli belli.

È una storia di amicizia e di accoglienza questa intorno agli sgabelli e Rash, ma è anche una storia di rete, di unione tra le competenze di diverse persone ed associazioni che si mobilitano per un obiettivo comune, e questa è forse l’anima più vera di ALI.

Grazie a questa rete due settimane fa abbiamo consegnato la macchina da cucire donata con il crowfunding di persone che hanno deciso da che parte stare e che da ormai due anni sostengono UN SACCO BELLO per aiutare i migranti, da fine maggio poi in arrivo stoffe dal Senegal dove Maddalena , Presidente di ALI, sta lavorando proprie sulle tematiche migratorie. Maddalena che ho conosciuto anni fa e che ringrazio di aver ritrovato sulla mia strada!

L’emozione di Rash alla consegna non ve la so descrivere, provate a ricordare una cosa che vi fa sentire felice ed ecco non ci sarete ancora … Era il viso di un bambino, quasi non ci credeva, deve aver passato momenti molto bui in Nigeria e lungo il viaggio un regalo per lui è qualcosa di troppo a cui forse pensa di non aver diritto. Con Gabriella Guido, che lo sta aiutando nel suo progetto, avevamo nascosto la macchina da cucire tra gli sgabelli della Falegnameria Sociale K-Alma. Entrati insieme a lui, gli abbiamo detto di controllare un attimo quello sgabello bello bello laggiù in fondo; ha iniziato ad urlare di gioia, non sapeva cosa dire e noi eravamo più emozionati di lui. Una gioia piena di speranza, una gioia di una speranza tutta da costruire insieme. Basta poco, bastano un paio d’ALI da cucirsi addosso!!!

Elena